Racconto del mese
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Una giovane donna, quattro cammelli, un cane e un sogno da inseguire. Attraversare in solitaria il deserto australiano da Alice Springs fino all’Oceano indiano, 2700 chilometri di avversità in una natura impervia e spietata. Molto più di un viaggio, molto più di un’avventura.
La storia è raccontata dalla protagonista, Robyn Davidson, una ragazza di 25 anni che ha deciso di sfidare sé stessa e tutti coloro che consideravano la sua idea una pura follia.
I preparativi durano un intero anno e il National Geographic si appassiona al progetto e decide di sostenerlo economicamente. È così che nell’aprile 1975 Robyn può compiere il primo passo del suo viaggio che sarà anche e soprattutto interiore. Le avversità da affrontare non sono solo quelle fisiche ma anche quelle emotive: fare i conti con un passato doloroso e affrontare la sfida di conoscere e ritrovare sé stessa.
Nei lunghi mesi di viaggio sono molti i momenti di profondo sconforto in cui pensa di mollare tutto. Ogni singolo passo diventa pesante e sembra non condurla da nessuna parte. Panico, sconforto, dubbi assillanti di essersi persa e la sensazione di essere impazzita. Momenti in cui arriva al limite della sua resistenza sia fisica che emotiva. Ma poi, un passo dietro l’altro, va avanti trovando nel dolore e nella fatica imposti dal deserto, la forza di proseguire e dare un senso a quella esperienza.
Pochi sono gli incontri lungo il percorso, presenze umane con cui fare assieme un pezzo di strada.
C’è Rick Smolan, il fotografo incaricato dal National Geographic di documentare l’avventura e che la raggiunge di tanto in tanto. La sua presenza è vissuta male da Robyn perché la costringe a snaturare il suo reale progetto: starsene da sola, liberarsi da tutte le sovrastrutture imposte dalla società, non essere condizionata da nessuna interferenza esterna. Solo col tempo Rick da “intruso” si trasformerà in amico, alleato e complice.
E poi c’è Eddie, un vecchio aborigeno che la aiuta a trovare la strada e la accompagna per un tratto. L’uomo le insegna moltissime cose sulla sopravvivenza nell’ambiente ostile, l’aiuta a uscire dagli schemi mentali occidentali e le dà una nuova visione della vita innescando in lei un processo di de-socializzazione da cui era difficile regredire.
Man mano che prosegue il viaggio il suo bagaglio diventa sempre più leggero, si libera del superfluo fuori e dentro di sé fino ad arrivare all’essenziale. Pian piano inizia a ricucire sé stessa e le piace la nuova Robyn che inizia ad emergere.
Dopo oltre sei mesi di cammino Robyn arriva alla sua meta, l’Oceano indiano. Il sogno è realizzato.
Questa avventura folle e straordinaria è stata raccontata nel 2013 anche in un film “Tracks”.
A chi ha domandato a Robyn il perché di questo viaggio lei ha risposto: “Il viaggio parla da sé. Ma se proprio devo aggiungere altro, posso dire che semplicemente amo il deserto e il suo incomparabile silenzio. Amo stare tra gli aborigeni e imparare da loro. Amo la libertà di essere da sola. E ovviamente amo i cammelli. Cos’altro dovrei aggiungere?”
Libro: Orme. Una donna, quattro cammelli e un cane nel deserto australiano
DVD: Tracks – Attraverso il deserto